Il mio ponte di Brooklyn


Sono triste. Il ponte della mia infanzia è crollato. È venuto giù portando via con sé vite e cose. Si è sgretolato per duecento metri… com’è possibile? Un ponte che ha almeno 50 anni, che ha sempre fatto parlare di sé per problematiche e polemiche, un ponte che passa sopra l’autostrada in un’area molto trafficata, è caduto per un cedimento strutturale…

È più che una tragedia. Non sta a me indicare responsabilità ma non è stata una tragedia imprevista, sono anni che si parla di ponte pericoloso.

L’incuria, il mancato intervento cosa sono? Le decisioni prese e non, le indecisioni in base a calcoli di convenienza economica cosa sono?

In Italia siamo abituati alle emergenze e non alla manutenzione ordinaria…tanto magari non succede nulla! E invece poi qualcosa capita.

Vogliamo credere che un temporale o un fantomatico fulmine possano far crollare una struttura sana? Mi pare troppo…

Trovare la morte in una situazione del genere è ignobile. Più di venti persone non ci sono più. Il resto sono solo parole vane e scarichi di responsabilità.

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5 responses to “Il mio ponte di Brooklyn

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