La Giuditta vittoriosa di Cranach


Riprendendo il post precedente La tragedia di Giuditta e Oloferne vista da Mantegna presento qui di seguito le varie interpretazioni del soggetto da parte di Lucas Cranach il vecchio.

Le molteplici versioni della Giuditta vittoriosa sono molto simili tra loro: raffigurata da sola, la donna è riccamente abbigliata con veste dal corpetto e dalle maniche elaborati, e tiene tra le mani – infilate in candidi guanti – la testa di Oloferne e la spada .

Lucas Cranach, Giuditta e Oloferne, 1531 ca, olio su legno, Kunsthistorisches Muesum, Vienna

Lucas Cranach, Giuditta e Oloferne, 1531 ca, olio su legno, Kunsthistorisches Muesum, Vienna

La Giuditta qui sopra indossa un elegante vestito rinascimentale, con guanti e cappello di velluto rosso scuro, decorato da piume. Molto lontano dalla classicità scultorea della Giuditta di Mantegna. I suoi capelli fulvi e inanellati sono sciolti, al collo porta una catena d’oro abbastanza massiccia. Immancabile lo strumento della vittoria: la spada, qui con punta arrotondata. La scena è come trattata nello stesso modo di un ritratto con la donna di tre quarti su fondo nero, che si appoggia ad una soglia o ad un balcone o comunque ad un supporto che funge da proscenio, e valorizza il personaggio.

Lucas Cranach, Giuditta vittoriosa

Lucas Cranach, Giuditta vittoriosa, 1531 ca, olio su tavola

C’è una discrasia aperta tra la compostezza direi compiaciuta, la grazia e la calma della donna con la testa mozzata in primo piano. C’è silenzio, non c’è patos. Dov’è il dramma? Il dramma c’è ma è sopito. Cranach vuole evidenziare l’eroina più che il fatto in sé. Punta il suo sguardo e anche il nostro su una dolce donna che attraverso la sua virtù e il suo coraggio riesce a sconfiggere il male. La raffigurazione è prettamente simbolica.

Oloferne o meglio la sua testa è appoggiata sulla soglia, raffigurata con gli occhi semiaperti, in un vago ricordo di dolore, ormai passato come passata è già la sua vita. Qui si vede la provenienza nordica dell’autore: il collo reciso è precisamente descritto. Il  dramma sta tutto qui, nel contrasto morfologico e simbolico dei due personaggi.

Ancora più sfarzo ed eleganza nella Giuditta seguente, che indossa oltre alla catena anche un girocollo importante. L’impostazione rimane la medesima.

Lucas Cranach il vecchio, Giuditta vittoriosa, olio su tavola, 1530 ca, Metropolitan Museum, New York

Lucas Cranach il vecchio, Giuditta vittoriosa, olio su tavola, 1530 ca, Metropolitan Museum, New York

Praticamente identica la Salomè di Cranach.  Anche la modella è la stessa. Manca qui soltanto la spada in quanto Salomé fu l’istigatrice della decapitazione del Battsita ma non la eseguì di persona come fece Giuditta sostituita nel riflesso metallico dal piatto in argento. La grande differenza in effetti sta nell’apertura alla sinistra su un lussureggiante paesaggio.

Lucas Cranach il vecchio, Salomé con la testa del Battista, olio su tavola, 1530 ca

Lucas Cranach il vecchio, Salomé con la testa del Battista, olio su tavola, 1530 ca

Dal punto di vista iconologico la Salomé è diversa però. Questo povero lacerto del Battista fa molta pena con la bocca semiaperta, l’occhio ormai assente e i suoi capelli inanellati. Di contro fisserei un attimo l’attenzione sullo sguardo della Salomé. Occhi cerulei dall’espressione furbetta! Giuditta ha però lo stesso sguardo. Oloferne ci fa un po’ pena e queste è contrario sia alla storia che alla simbologia della storia. C’è forse un po’ di misoginia nel temperamento di Cranac: la donna giovane, bella, volitiva, decisa, libera (è vedova infatti!), potente e vincitrice fa paura. C’è una sorta di pregiudizio sulle “doti” femminili sui sotterfugi e sull’utilizzazione della grazia del sesso debole.

Lucas Cranach, Giuditta vittoriosa, olio su tavola, 1531 ca

Lucas Cranach, Giuditta vittoriosa, olio su tavola, 1531 ca

Altri esempi di Giuditta vittoriosa:

Lucas Cranach, Giuditta e Oloferne, olio su tavola, 1531 ca

Lucas Cranach, Giuditta e Oloferne, olio su tavola, 1531 ca

Il seguente dipinto è ribaltato, ma sempre molto simile agli altri.

Lucas Cranach, Giuditta e Oloferne, olio su tavola, 1531 ca

Lucas Cranach, Giuditta e Oloferne, olio su tavola, 1531 ca

Non ne metto altri perché non aggiungerebbero nulla all’analisi.

Voglio invece aggiungere una piccola postilla: interessante e verosimile la somiglianza tra le varie teste mozzate e il pittore, come si vede dal suo autoritratto qui sotto. Forse Cranach cercava di esprimere un suo pensiero sulle donne?

Lucas Cranach il vecchio, autoritratto

Lucas Cranach il vecchio, autoritratto

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