Donna, pittrice e monaca piemontese… Orsola Maddalena Caccia


Orsola Maddalena Caccia, Natura Morta, 1650 ca.

Non conosciamo l’esatta data di nascita di Orsola ma alla morte, avvenuta nel 1676, viene detta ottantenne. Orsola nasce in una famiglia di “artisti”: la madre Laura Oliva figlia del pittore Ambrogio Oliva e il padre era Guglielmo Caccia detto Moncalvo, definito anche in maniera altisonante il Raffaello del Monferrato. Il Moncalvo ricevette il titolo di barone dopo l’esecuzione insieme a Federico Zuccari delle pitture nella Galleria Reale di Torino (1605-07).

I Caccia ebbero 8 figli di cui 6 femmine, delle quali 4 vennero spedite in convento. Quattro suore dunque: Orsola Maddalena, Agata Rosa Anna, Laura Margherita, Cristina Serafina e Anna Guglielma. Il padre fondò addirittura un nuovo convento a Moncalvo dove fece trasferire le sue figlie, le quali vi formarono una comunità religiosa, soppressa solo nel 1802. Il convento dedicato a Sant’Orsola venne ospitato nella casa che era del pittore poi divenuta parte di un complesso dove adesso è il Palazzo Civico.

Due delle sorelle monache divennero pittrici: Anna Guglielma che aveva mutato il nome in Francesca, morta ventenne, e appunto Orsola che del monastero fu anche badessa.

Orsola deve la sua formazione artistica al padre e le sue prime opere risentono moltissimo delle composizioni paterne. Continua per molto tempo ad utilizzare i disegni di Guglielmo per le sue opere, ne terminò i dipinti rimasti abbozzati nella bottega. Il suo stile è molto simile a quello del padre anche se se ne discosta un po’ dal punto di vista cromatico per dei toni più algidi e azzurrini e per un uso più marcato dei contrasti.  Fu influenzata anche dai fiamminghi, da Caravaggio e anche da Leonardo e Raffaello. Ma queste influenze sono saltuarie e limitate ad esempi formali.

Ebbe commissioni per chiese e conventi ma anche per famiglie e addirittura per la corte sabauda, alla quale la lega il rapporto personale con l’Infanta Margherita di Savoia.

La sua opera fu completamente dimenticata per secoli eppure Orsolina eseguì un centinaio di opere. Il suo nome comincia a ricomparire a metà degli anni ’60 del ‘900, quando vengono attribuite a lei alcune nature morte, esposte alla mostra della natura morta del 1964. Orsola introduce la natura morta in Piemonte sebbene secondo stilemi un po’ attardati.

Orsola Maddalena Caccia, Natura morta con frutta e quaglia

Il suo nome alquanto sconosciuto viene quasi sempre ricondotto al genere della natura morta, sebbene non siano moltissime  le opere di questo tipo da lei eseguite. Vari sono i dipinti dell’artista presenti sul mercato antiquario, magari piccole opere di devozione privata, ma molto interessanti. Questo è però il genere dove Orsola ha potuto esprimere uno stile più personale dato che il Moncalvo non dipinse nature morte.

Dopo Caravaggio e con uno stile molto più bloccato, Orsola produce composizioni che sono vere nature morte, lontane dei memento mori, ma ritratti di cose e animali.

Orsola Maddalena Caccia, Natura morta con fiori e uccelli

Nelle tre nature morte del Municipio di Moncalvo adotta il formato verticale e la struttura simmetrica. Sono composizioni molto arcaiche ma dotate di grande fascino per i colori brillanti che si stagliano sul fondo scuro.

Brani di natura morta sono presenti anche all’interno di opere religiose e ne costituiscono la sua firma.

Nella Sacra conversazione di Bellagio, la cui composizione è basata su uno schema cinquecentesco derivato da Leonardo e  Raffaello, troviamo vari esempi di natura morta a cominciare dai frutti che san Giovannino porge al Bambino Gesù. Sul terreno a destra un quaglia che si arrampica sul un cespuglio di rose. In alto alle spalle della Madonna un altro volatile fa la sua apparizione. Al di là dell’iconologia di questi elementi scelti in modo accurato a seconda del messaggio da veicolare, i fiori, i frutti e gli animali soprattutto uccelli permettono ad Orsola di aggiungere qualcosa di personale alle composizioni.

Orsola Maddalena Caccia, Sacra Conversazione, particolare con la quaglia, Bellagio

Se guardiamo più da vicino le sue nature morte notiamo che c’è sempre un uccellino a far mostra di sé. Orsola è molto attenta ai particolari descrittivi, è stata una grande osservatrice di ciò che la circondava.

Orsola Maddalena Caccia, Natura morta, particolare

Orsola Maria Caccia, Natura morta, particolare

Una piccola spigolatura: la firma della pittrice spesso è rappresentata da un fiore, un ramoscello o un uccellino.

Non solo natura ma dipinse anche opere devozionali e religiose, immagini di santi e sante per chiese e conventi. Queste sono a dire il vero le composizioni che più derivano dall’insegnamento e dallo stile paterno. Spesso riutilizza i disegni del padre per più tele.

Orsola Maddalena Caccia, San Giovanni Evangelista
Il santo, molto femmineo, è intento a scrivere. Intorno un paesaggio di fantasia, quasi onirico. Qui si sente molto un’influenza nordica, che caratterizza anche il panneggio tagliente della veste e i pochi esempi di fiori spontanei. Molto diversa la trattazione delle vesti nel dipinto seguente, un po’ più sciolta, dove però persiste un’eco fiamminga nelle ali rosse degli angeli.
Orsola Maddalena Caccia, Angeli musicanti, Museo civico, Casale Monferrato
I suoi sono sempre colori squillanti, che forzano il contrasto cromatico. Orsola è attenta ai dettagli dei vestimenti, dei gioielli, sebbene in maniera sobria e dei capelli. I suoi ricci sono morbidi e lanosi
Orsola Maddalena Caccia, Santa Caterina d’Alessandria, Museo Malaspina, Pavia

Orsola Maddalena Caccia, Madonna col Bambino e angelo

Per chi fosse interessato so che è stata organizzata quest’estate una mostra su suor Orsolina Maddalena Caccia dalla Fondazione Cosso nelle sale del Castello di Miradolo a San Secondo di Pinerolo in provincia di Torino, magari si trova ancora il catalogo: Orsola Maddalena Caccia. Storia singolare di una monaca pittrice.

Qui di seguito il link della fondazione: http://www.fondazionecosso.com/2012/01/31/la-prossima-mostra-orsola-maddalena-caccia/

Per visionare alcune opere dell’autrice: http://www.arteantica.eu/opera-omnia/caccia_orsola_maddalena-00003876.html

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