Passeggiare tra gli olandesi. Vermeer a Roma


Visita della mostra alle Scuderie del Quirinale, Roma

Moltissima gente, decisamente complicato visitare e godersi una mostra di sabato pomeriggio… mea culpa!

Sinceramente sono andata alla mostra senza aver letto recensioni o critiche perciò sono rimasta un po’ sorpresa che non si trattasse di una monografica. Il primo pensiero a caldo è stato:”…le solite mostre di richiamo, tanto per far pubblico!”.

8 le opere di Vermeer presenti in mostra, tra l’altro sono stata fortunata perché Giovane donna con bicchiere di vino è arrivata solo dal 4 ottobre. 8 è un numero piccolo, considerando che le opere esposte sono in totale 57, ma è un numero consistente se pensiamo che in tutta la sua vita Vermeer aveva eseguito meno di 40 opere. Tra l’altro è la prima volta che vengono presentate in Italia tante opere del pittore in un’unica occasione. La seconda parte del titolo rappresenta il grosso della mostra il Gouden Eeuw (secolo d’oro) dell’arte olandese, con pittori importanti e contemporanei di Vermeer.

Johannes Vermeer ebbe una vita modesta, minata dai debiti, morì giovane lasciando la famiglia in gravi difficoltà finanziare, che vennero risolte mettendo all’asta la maggior parte dei dipinti nel 1696. Le opere vengono descritte da G. Hoet in un catalogo nel 1752 ed è grazie a questo documento che sono state attribuite con certezza al pittore 33 opere, più le due conservate alla National Gallery di Wahington (Ragazza con il flauto e Ragazza con cappello rosso) e secondo alcuni studiosi altre tre opere giovanili.

Il pittore nativo di Delft, era figlio di un tessitore di seta che era anche locandiere e mercante d’arte. Johannes ereditò l’attività di commerciante d’arte.

Di lui non sappiamo molto, non abbiamo documenti autografi, appunti e nemmeno disegni. Ciò che rimane sono questi piccoli dipinti che muovono veramente l’animo.

Sappiamo che si sposò il 5 aprile 1653 con Catharina Bolnes appartenente ad una famiglia ricca di Gouda, che possedeva anche una fabbrica di mattoni. Il matrimonio comportò la conversione al cattolicesimo di Vermeer. I Vermeer ebbero ben 15 figli.

Vermeer, sebbene molto apprezzato dai contemporanei, non ebbe molte commissioni. Non aveva una bottega, non era un professionista, nonostante fosse stato eletto per due volte sindaco della Gilda di San Luca della città. Era poi molto lento nel dipingere. Le sue sono piccole opere da cavalletto vendute alle fiere e per la strada. La sua situazione è ben lontana dai pittori di corte! In Olanda non esisteva committenza religiosa ed anche quella pubblica era limitata ai ritratti ufficiali. I pittori olandesi dipingono per la classe media, per i commercianti, vendono nei mercati. La pittura diventa un bene popolare. I temi riguardavano quindi la vita quotidiana. Anche le opere di Vermeer raccontano storie intime in interni con pochi personaggi, con modelle oggetti e vesti spesso ripetuti.

Molte delle sue opere vennero acquistate dal pittore e amico Pieter Claesz. van Ruijven. Alla morte di questi (1674), Vermeer, già in difficoltà per le magre condizioni economiche di Delft negli anni 70 del ‘600 a causa della guerra contro la Francia, perse il compratore dei suoi dipinti, che aveva impedito il disastro finanziario della famiglia. L’anno seguente sarà lui a morire a soli 43 anni.

I suoi punti di forza sono la luce, l’intimismo spesso malinconico che traspare dalle sue tele, la chiarezza narrativa. Una sua caratteristica evidente è la tavolozza poco variegata, che lo distingue dagli altri olandesi. I suoi colori sono il giallo, il blu, il rosso. Non usa l’arancio, il verde o il viola quasi mai. Questo ci dice che predilige i colori fondamentali soprattutto per incentrare la scena sui personaggi primari.

Ma vediamo nello specifico quali sono le opere di Vermeer esposte nella mostra alle Scuderie del Quirinale. Faccio il punto solo su quelle di Vermeer, nonostante l’ampio numero di altri autori presenti.

La prima è una rara opera di esterno, La stradina, firmato quasi fosse un graffito sul muro sotto la finestra all’estrema sinistra del dipinto. Appartenuto a Pieter Claesz. il dipinto è incentrato sulla casa di mattoni, ma ci racconta il silenzio, la solitudine, l’assenza dello scorrere del tempo. Le piccole figurine che vi compaiono non sono attori di una storia ma solo “oggetti” come i mattoni e le finestre. Da lontano sembra tutto molto ben definito, ma avvicinandosi un po’ si vede che la pittura è fatta di tanti punti giustapposti. Mi ha fatto un po’ lo stesso effetto dell’incontro ravvicinato con un’opera di Canaletto.

Jan Vermeer, La stradina, 1659p1661, Rijksmuseum, Amsterdam.

Solo all’inizio della carriera Vermeer produrrà dipinti con soggetti tratti dalla Bibbia. Uno dei pochi dipinti religiosi è Santa Prassede, che viene esposta accanto all’originale del fiorentino Felice Ficarelli intitolato Il Riposo.  Il dipinto non è accettato da tutti i critici, sebbene sia datato e firmato. Vermeer aveva con ogni probabilità conosciuto il dipinto italiano solo tramite molte copie.

Johannes Vermeer, Santa Prassede, Barbara Piasecka Johnson Collection, Princeton, New Jersey

Qui sotto l’originale di Ficherelli, autore molto incline a soggetti crudi, ma trattati con una certa morbosità. Nell’originale del toscano i colori sono più leggeri e manca la croce nelle mani della santa.

Felice Ficherelli, Santa Prassede, collezione privata

Molto interessante Giovane donna con bicchiere di vino e due cavalieri, un interno con una scena di corteggiamento e un suggerimento verso il contenimento della passione amorosa. Il tema del bicchiere di vino era già stato affrontato nel dipinto alla Gemaeldgalerie di Berlino Il bicchiere di vino e nel Concerto interrotto della Frick Collection di New York, che ha la stessa ambientazione con la stessa finestra, anche se la resa pittorica è molto diversa. Il soggetto è il corteggiamento ma anche l’amore che va tenuto a freno. La passione.  Rossa come il vestito della ragazza che già un po’ ebbra si volta verso di noi ci coinvolge nella scena.

Johannes Vermeer, Giovane donna con bicchiere di vino e due cavalieri, 1659 ca, Herzog Anton Ulrich-Museum Kunstmuseum des Landes Niedersachsen, Braunschweig

Bellissima la finestra con l’emblema di Janet Jacobsdr. che ha come simbolo la Temperanza che tiene una briglia. Alla parete, come spesso succede nei dipinti olandesi, è appeso un quadro. Il quadro nel quadro.

Johannes Vermeer, Giovane donna con bicchiere di vino e due cavalieri, dettaglio

Simbolo della mostra è Ragazza con cappello rosso, una delle opere più famose dell’artista. Colpisce il formato veramente piccolo del quadro, una tavola di quercia dipinta ad olio. Non usuale nella produzione del pittore che predilige le atela nella maggior parte delle sue creazioni.  Il cappello rosso è il protagonista, sia a livello cromatico che iconico, non essendoci un altro cappello di questa forma in altri dipinti o disegni olandesi e non. Suggestiva ma non certa l’ipotesi che Vermeer lo abbia inventato proprio per il dipinto. Dopotutto non si tratta di un ritratto ma di un volto immaginato un cosiddetto tronie. Il cappello presumibilmente  di piume si staglia sul viso poco definito e sull’arazzo alle spalle della ragazza. Bellissimi anche i pomi a testa di leone della sedia.

Johannes Vermeer, Ragazza con cappello rosso, Washington

La suonatrice di liuto è un’opera meravigliosa e intensa. Si tratta di un interno con una luce tenue e soffusa con una ragazza che mentre suona volge lo sguardo dalla finestra.

Alla parete una carta geografica come spesso accade di incontrare nei dipinti del seicento olandese. La carta raffigura l’Europa e riprende quelle del famoso cartografo Jodocus Hondius.

Molto frequenti sono le carte o il globo nei dipinti di Vermeer soprattutto nella sua fase matura: Il geografo, L’astronomo, L’arte della pittura, Allegoria della fede, tanto per citarne alcuni. Svetlana Alpers sostiene che l’amore per il disegno cartografico sta alla base della diversa concezione che gli olandesi avevano della pittura. Non pictura poesis dunque ma strumento per rendere il visibile. Uno strumento quindi ben più scientifico della percezione italiana dell’arte. Non di rado il cartografo è pittore e viceversa in una coincidenza d’intenti. Quanto di più lontano dalla contemporanea arte barocca italiana!

L’amore per la scienza è un fatto importante in Vermeer. Tra l’altro va notato che il suo esecutore testamentario era Van Leeuwenhoek, inventore del microscopio. Astronomia e geografia si sviluppano moltissimo in questo periodo e sono fondamentali per un paese così interessato alla conquista delle terre lontane, così impegnato nella navigazione e nel commercio. Pensiamo alle Compagnia Olandese delle Indie Occidentali e delle Indie Orientali.

Johannes Vermeer, Suonatrice di liuto, Metropolitan Museum, NY

Non firmata la tela Giovane donna seduta al virginale, sembra più un abbozzo che un’opera completata sia per la semplicità della composizione sia per l’approssimazione della stesura del colore. Lo scialle poi è stato spesso riconosciuto non autografo, magari un successivo intervento da parte di altro autore. Poco entusiasmante in realtà.

Johannes Vermeer, Giovane donna seduta al virginale, Collezione privata, New York

Giovane donna davanti al virginale ci presenta sempre una scena d’interno con signora e rimandi sia allusivi che di rifrazione della luce. La finestra aperta fa entrare aria e luce e questa si frange contro la cornice dorata e filtra in modo da suggerire e fingere il paesaggio esterno sul coperchio dipinto del virginale. In un gioco semplice di contrasti alal cornice dorata si oppone quella di ebano del dipinto con un amorino armato di arco. Il quadro nel quadro rappresenta un Cupido col braccio alzato, tema popolare ripreso da un libro del tempo Amorum Emblemata (1608), simbolo dell’amore fedele. L’incisione di Otto van Veen nel testo riporta anche l’iscrizione latina Perfectus amor non est nisi ad unum (l’amore perfetto è verso una sola persona). Lo stesso dipinto si trova raffigurato nel Concerto Interrotto della Frick Collection.

Johannes Vermeer, Donna in piedi davanti al virginale, National Gallery, Londra

Bello il pavimento e ancora di più il battiscopa di piastrelle. Ma ciò che rimane negli occhi è il blu della sedia e del coprispalla della ragazza.

L’ultimo dipinto esposto è Allegoria della fede, dipinto tra il 1671 e il 1674, un dipinto molto diverso da tutti gli altri. Per molti critici si tratta di un’opera commissionata e destinata a una cappella privata. Il culto del rito cattolico non era ammesso come pubblico, ma esistevano delle chiese o cappelle private nascoste.

Ricco di simboli e allusioni, il dipinto è di una lettura molto complessa, derivata dall’Iconologia di Cesare Ripa. La donna, vestita di bianco e di blu, colori allusivi del cielo, rappresenta la fede che tiene sotto il piede la terra (per intendere l’universalità del messaggio cristiano) e guarda verso al sfera di vetro che rappresenta il paradiso. Il crocefisso, il messale e il calice  sopra il tavolo insieme con dipinto della Crocefissione (ricorda l’opera di Jacob Jordaens)  appeso sulla parete ricordano il sacrificio di Cristo. In primo piano accanto alla mela simbolo del peccato originale c’è il serpente cioè il demonio ucciso dal libro, dal Vangelo, cioè dalla verità. Un po’ stancante la composizione per tutti questi riferimenti forzati, ha però delle parti interessantissime dal punto di vista pittorico, come la tenda che si apre in primo piano a mo’ di sipario. Si tratta della stessa tenda in broccato che compare nell’Arte della pittura. Per non parlare del riflesso sulla sfera appesa al soffitto. In generale però il dipinto appare un po’ troppo macchinoso e privo del fascino delle altre opere del maestro.

Johannes Vermeer, Allegoria della fede, The Metropolitan Museum of Art, New York

All’interno della mostra moltissimi i dipinti notevoli di altri autori come Veduta di Delft con l’esplosione del 1654 di Egbert der Poel (bellissimi gli effetti dell’esplosione, il fumo, il fuoco e la polvere), Donna che sigilla una lettera di Gerard ter Borch, La camera da letto di Pieter de Hooch, Autoritratto di Carel Fabritius (sembra un Rembrandt!), Astronomo al lume di candela di Gerrit Dou, Uomo che scrive una lettera di Gabriel Metsu.

… mi riprometto una seconda visita.

Le foto le ho prese da Wikimedia:

http://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Paintings_by_Johannes_Vermeer?uselang=it

Qui di seguito il link della mostra:

https://www.scuderiequirinale.it/categorie/mostra-003

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