Vasari e l’antico – terza e ultima parte


Sempre all’interno de Le Vite Vasari fa alcune citazioni di cose antiche o copiate dall’antico che possedeva, alcune delle quali si trovavano nella sua casa di Arezzo:

– nella vita di G Lappoli ricorda: “rilievi e gessi dalle statue di Michelangelo e da altre cose antiche”

– nella vita di Lione Lioni: una testa dall’antico contraffatta opera di Tommaso Porta

– nella vita del Verrocchio: testa di cavallo in terracotta “ritratta dall’antico” dal Verrocchio

Per quanto riguarda la figura del CAVALLO si può notare lo studio che il Vasari fa dell’arte antica e delle opere moderne che rimandano all’antico. il tema del cavallo è moto studiato già dal medioevo e soprattutto nel Rinascimento.

E possibile ipotizzare che, come per i calchi della Colonna Traiana, anche quello della testa del cavallo di Marco Aurelio provenisse dalla casa milanese di Leoni Leoni (1509-1590), benché l’ingresso del calco in Ambrosiana non sia in alcun modo documentato.

Altro esempio di testa equina quella risalente all’epoca ellenistica o tardo-antica conservato preso il Museo Medici-Riccardi.

Testa di cavallo medici-riccardi

Lo studio delle teste di cavallo dell’antichità si può controllare dal confronto con un disegno del Vasari e dalla lettura di alcune sue opere, come nelle scene di battaglia affrescate nel ciclo di Palazzo Vecchio.

Vasari, disegni di teste di cavalli

Attribuito al Vasari già dal Baldinucci il disegno è stato confermato definitivamente dal Pouncey.  Ci sono disegni simili agli Uffizi, Londra e al Museo Nazionale di Napoli.

Semplice il confronto con l’affresco con la Battaglia di Scannagallo, dove si ritrovano gli stessi profili.

Nella decorazione dei palazzi le parti più di marcata ascendenza antica, con uso di grottesche e riferimenti più spiccioli all’antico Vasari la lasciava alla sua bottega. Nella decorazione degli interni della sua casa aretina si notano comunque alcuni riferimenti all’antichità.

Le decorazioni delle pareti sono molto ricche con legami evidenti alla classicità, come le 5 storie del registro inferiore della sala del camino desunte dalla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio. Nella parte superiore che raffigura rovine romane forse di fantasia, ma forse desunte dagli innumerevoli disegni delle “cose di Roma” eseguiti dal Vasari nel 1532, secondo alcuni storici dell’arte quali Del Vita e Fabrizio Paolucci, pur con le dovute differenze di interpretazione. Altro esempio la raffigurazione della Diana Efesina (dea della fertilità) a monocromo, oltre ai mascheroni dei fauni ai lati e i ritratti di Aristotele e Platone. Spicca sopra il camino il gesso che riproduce la Venere del Belvedere il cui originale si conserva agli Uffizi, e che era parte delle collezioni medicee. Il gesso è opera di Bartolomeo Ammannati e fu eseguita tra il 1555 e il 1560 e si trovava in casa Vasari alla sua morte. La decorazione pittorica ai lati di mano del Vasari raffigura una città in fiamme che potrebbe essere Roma e può essere spiegata come allegoria della fine dell’arte antica rappresentata dalla statua, sopravvissuta alla furia distruttrice.

Anche il Vasari rimane colpito dalla bellezza della scultura di Arianna dormiente.

Arianna dormiente, Musei Vaticani

Vasari e Gherardi, Le primizie della terra offerte a Saturno

Vasari studia i maestri del primo Cinquecento con predilezione per le stanze raffaellesche, da cui trae ispirazioni e stilemi di ascendenza antica. Contemporaneamente studia i monumenti antichi, tra cui soprattutto la colonna traiana.

disegno tratto dalla colonna traiana, Vasari

Il disegno precedente è ispirato dal basamento monocromo della sala di Costantino (in basso a destra) nella cui impresa decorativa oltre a Raffaello fanno parte Maturino e Polidoro da Caravaggio. Questi autori iniziarono a studiare insieme a Roma durante i lavori per le Logge vaticane, voluti da Papa Leone X. Essi lavorarono nella Sala di Costantino nella seconda fase dei lavori, che erano stati interrotti alla morte di Leone X. I monocromi che fingono bassorilievi sono normalmente attribuiti a Polidoro da Caravaggio.

Battaglia di Ponte Milvio, Polidoro da Caravaggio (?), monocromi della Sala di Costantino

Doveroso il confronto con un brano della colonna traiana che ci mostra la stessa composizione. L’antico arriva al Vasari da più parti sia dallo studio puntuale dei reperti romani sia dallo studio delle grandi imprese raffaellesche, le quali a loro volta sono frutto di uno studio sull’antico.

colonna traiana, partic.

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