Luca Signorelli

Perché Luca ha per cognome Signorelli?

Piccolo excursus sulla biografia del pittore.

Il Vasari nella vita del Signorelli e in quella del bisnonno Lazzaro Vasari fa riferimento alla comune parentela. Scrive infatti che Luca era figlio della sorella di Lazzaro.

Tirossi parimente in casa Luca Signorelli da Cortona, suo nipote, nato d’una sua sorella

Le vite, vita di Lazzaro Vasari

In realtà, come risulta da vari documenti (testamenti e atti notarili di compravendita), Luca fu il figlio unico di Gilio di Luca di Angelo e di Bartolommea di Domenico Schiffi o Schiffo ed è più noto come Luca da Cortona.

Il padre Gilio (o Egidio) si sposò poi in seconde nozze con Lorenza di Pietro di Ceccone da cui ebbe tre figli: Ventura, Bartolomea e Luisa. Figlio di Ventura fu Francesco Signorelli, anch’egli pittore.

Se ripercorriamo a ritroso i documenti esistenti che riguardano al famiglia del pittore, vediamo che spesso ricorrono alcuni nomi: Gilio, Ventura, Luca e Signorello. Nei documenti (studiati da Girolamo Mancini, T. Henry e altri autori) vengono ricordati tre Signorello. Il più antico Signorello risulta figlio di Bonagrazia, forse l’avo più antico che si conosce di Signorelli, vissuto a metà del Duecento.

Ecco spiegato il patronimico Signorelli.

Nella richiesta di dipingere il tabernacolo di San Francesco a Lucignano scritta dalla Fraternita di santa Maria di Lucignano, il pittore viene ricordato come Luca di Gilio de’ Signorellis da Cortona.

Il nome di battesimo Luca è invece quello del nonno paterno come spesso usava. Infatti Gilio era figlio di Luca di ser Ventura (a volte definito maestro) e di Simona. In alcuni documenti Luca è definito Luca di Giglio di mona Simona dipictore o Maestro Lucha di Gilio di Monna Semona dipetore.

Nei documenti ufficiali, che sono redatti in latino, come nelle tratte o negli atti notarili è detto Lucas Egidii magistri Venture, Luce Gilii magistri Venture pictoris, Magister Lucas Gilii magistri Venture, magistri Luce Gilii magistri Venture, Magister Lucas quondam Gilii Luce de Signorellis, Luchas olim Egidii Luce de Signorellis de Cortona, Luce quondam Gilii Luca magistri Venture de Cortona e così via.


Domenica a Montemignaio

Relax in famiglia in Casentino tra acqua trekking, pic nic e arte…

Aria fresca, acqua fredda… una goduria!

Oggi la famiglia ha seguito il babbo in un sopralluogo per acqua-trekking in Casentino!

Abbiamo fatto delle bellissime foto ma non le pubblico dato che ci sono i bimbi 🙂

La camminata non è difficile, anche se nel torrente bisogna stare attenti. Il difficile é stato far togliere ai bambini i piedi dal torrente Fiano…

Dopo un picnic e un po’ di riposo siamo scesi più sotto e abbiamo visitato la Pieve di Santa Maria Assunta. Si tratta di una pieve romanica con campanile longobardo molto interessante. Sia l’abside che la facciata hanno subito rimaneggiamenti e ricostruzioni.

I pilastri iniziali presentano ancora tracce di affreschi con la Madonna e bambino e vari santi, alcuni non molto leggibili.

Le colonne vicine all’altare hanno invece motivi tipici romanici come le foglie stilizzate e a destra dell’altare gli angeli con la vite (in foto), le civette invece sul lato sinistro.

Le foto qui pubblicate sono di bassa qualità perché fatte col cellulare, ma se avete tempo di andare in Casentino approfittate di visitare una delle tante pievi che ci sono e vedrete che spettacolo dal vivo!


Chi è Luca Signorelli?

Piccola introduzione sul pittore.

Luca Signorelli http://www.tuttartpitturasculturapoesiamusica.com

Luca di Egidio di Luca di Angelo di maestro Ventura e di Bartolomea di Domenico Schiffi è più noto come Luca Signorelli o Luca da Cortona. Nasce, figlio unico, in una famiglia di pittori. Non conosciamo molto della sua formazione artistica, sebbene abbiamo delle fonti importanti, Luca Pacioli e Giorgio Vasari, che lo dicono allievo di Piero della Francesca. Vasari così lo ricorda:

Luca Signorelli pittore eccellente, del quale, secondo l’ordine de’ tempi, devemo ora parlarne, fu ne’ suoi tempi tenuto in Italia tanto famoso e l’opere sue in tanto pregio, quanto nessun altro in qualsivoglia tempo sia stato giammai; perché nell’opere che fece di pittura mostrò il modo di fare gl’ignudi, e che si possono, sì bene con arte e difficultà, far parer vivi. Fu costui creato e discepolo di Pietro dal Borgo a S. Sepolcro, e molto nella sua giovinezza si sforzò d’imitare il maestro, anzi di passarlo.

Le Vite, Giorgio Vasari

Molte delle opere che Vasari ricorda ad Arezzo del giovane Signorelli sono andate perdute e le opere giovanili a noi giunte dichiarano chiari derivazioni stilistiche perifrancescane.

La sua seconda “maniera” è invece più vicina al Perugino e al pittore Bartolomeo della Gatta con i quali collaborò per gli affreschi della Sistina . Già qui si vede la grande capacità del pittore cortonese di andare incontro ai gusti della committenza e delle maestranze con cui lavorava, essendo capace di modulare tranquillamente il suo stile.

Il gruppo centrale con personaggi maschili della Conversione di san Paolo Loreto presenta alcune figure di mano di Luca: il nudo seduto, la figura vestita di spalle e forse il vecchio con bastone appoggiato al trono di Mosè.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/75/Signorelli%2C_Luca_-Moses%27s_Testament_and_Death-_1481-82.jpg

Il pittore ebbe poi molte commissioni tra la Toscana, l’Umbria e le Marche maturando il suo stile personale, che era lontano dalle prime opere, caratterizzato da figure massicce, in cui si avverte una forte tensione plastica e una monumentalità molto espressiva nei gesti declamatori e nelle pose un po’ teatrali. Appartengono a questa fase centrale tavole di forte impatto: la Pala di Sant’Onofrio (Museo dell’Opera del Duomo, Perugia), la Circoncisione (National Gallery, Londra), la perduta Educazione di Pan (già Al Kaiser Friedrich Museum di Berlino, distrutto nella seconda guerra mondiale), la Madonna col Bambino e la Sacra Famiglia (Uffizi, Firenze), l’Annunciazione e la Vergine in trono e Santi di Volterra (Pinacoteca civica), la Crocifissione di Urbino (Galleria Nazionale delle Marche), il Martirio di San Sebastiano di Città di Castello (Pinacoteca Comunale).

Seguono poi due cicli di affreschi meravigliosi, il primo presso il Chiostro Grande di Monteoliveto Maggiore e la seconda nella Cappella di San Brizio presso il Duomo di Orvieto, la sua opera più celebre.

Con l’inizio del Cinquecento però Signorelli non riuscirà più a stare al passo con i tempi e ad essere competitivo, dovendosi scontrare con i tre mostri sacri del Rinascimento: Raffaello, Michelangelo e Leonardo. Le commissioni importanti scarseggiano, lo stile di Signorelli per contro piega in direzione più locale e forse a volte più stanca. Molte sono le commissioni che la sua bottega ricevette, magari non tutte importanti, ma accanto ad opere di scarso valore ne abbiamo altre che risultano molto interessanti come il Crocifisso con la Maddalena (Uffizi, Firenze), il Compianto sul Cristo morto e la Comunione degli Apostoli di Cortona (Museo Diocesano di Cortona, la Crocifissione di San sepolcro (Museo Civico), il Polittico di Arcevia (Collegiata di San Medardo). Nelle ultime opere si vede uno stile caratterizzato dall’eclettismo, incerto e in parte arcaizzante.

L’ultima opera che Vasari ricorda di sua mano, ormai anziano e corpore languens (come risulta nel suo testamento del 13 ottobre 1523, tre giorni prima della morte) fu il Battesimo di Cristo ad affresco nella facciata dell’altare della cappella del Palazzone, ossia il palazzo del Card. Silvio Passerini, presso Cortona. Non sappiamo quanto e se Signorelli vi lavorò anche perché non riuscì a finire l’opera che probabilmente fu portata avanti dalla bottega.


Giochi a scuola

La bastiglia

…piccolo ricordo di una sfida a scuola con una studentessa.


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Tramonto a Poggio Scali

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Consiglio di viaggio.

Trekking in Toscana con tramonto finale ❤️


Paralizzata dalla bellezza – Il Post

«Il lockdown ha denudato il re: Firenze è una città immobile che rischia di morire per il troppo movimento. Non è un ossimoro. Otto milioni e mezzo di turisti ogni anno creano un moto perpetuo di sandali e sneakers lungo alcune vie e piazze del centro. Sempre le stesse, avanti e indietro, seguendo i tracciati classici e la guida con l’ombrellino alzato. Con la pandemia il movimento è sparito ed è rimasta l’immobilità»
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Camminare e pedalare in Italia con Via Maestra Trekking… intervista alla guida Francesco Fedeli

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Bella chiacchierata sul camminare e sul paesaggio tra ricordi e libri.


Via Maestra – Diamo il benvenuto al 2021 e alla nuova CREW di Via Maestra! Da quest’anno la famiglia si allarga per accogliere le nuove guide ambientali che si sono unite al nostro progetto. 🌲 Benvenuti Anna, Barbara, Francesco, Silvia e Stefano, che ci porteranno su nuovi cammini con nuove emozioni. In più quest’anno una collaboratrice d’eccezione si affianca al sogno di Via Maestra: Claudia che ci accompagnerà a scoprire i segreti del mare! 🔵 A breve tanti nuovi eventi per ripartire insieme! | Facebook

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“…il diritto (dell’arte) tra i banchi di scuola: formiamo oggi gli esperti di domani …” | Collezione da Tiffany

Gli attori del settore dell’arte devono necessariamente acquisire un bagaglio di competenze tecniche e aggiornate in materia…
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