Suzanne Valadon e Renoir


Pierre-Auguste Renoir ebbe moltissime modelle e con la maggior parte intrattené rapporti amorosi.
Una donna importante fu Suzanne Valadon, modella e amante. Entrambi originari del Limoges, per alcuni anni vennero travolti da una profonda passione. Un’altra modella-amante fu Aline Charigot, dal passato meno burrascoso di Suzanne, che riuscì dopo vari anni a farsi sposare dal pittore, di natura poco propenso a legami familiari.

Le due donne rivali sono le protagoniste della serie di “danze” del pittore.
In Danse à la campagne vediamo Aline sorridente e accaldata ballare col pittore Paul Lothe. L’atmosfera è gioviale, intima.

Pierre-Auguste Renoir, Danse à la campagne

Pierre-Auguste Renoir, Danse à la campagne, 1883, Musée d’Orsay

Suzanne è invece la modella di Danse a la Ville. La donna è elegante, un po’ assente, quasi algida quasi in corrispondenza della freddezza del salone. L’uomo è  Pierre Lhote, amico del pittore.

Pierre-Auguste Renoir, Danse à la Ville, 1883, Musée d'Orsay, Paris

Pierre-Auguste Renoir, Danse à la Ville, 1883, Musée d’Orsay, Paris

Sempre Suzanne è la modella di Danse à Bougival e il cavaliere è Eugene Pierre Lestringuez, ufficiale del ministero dell’interno e amico di Renoir.

Pierre-Auguste Renoir, Danse à Bougival, Boston

Pierre-Auguste Renoir, Danse à Bougival, Museum of Fine Arts in Boston, 1883

Le due ultime danze vennero dipinte prima della Danse à la campagne dove appare Aline fome modella. Fu una scelta tematica? Il volto di Aline era più adatto per un ritratto campagnolo? Oppure Aline volle essere modella per la tela spodestando la rivale?

L’amore tra Suzanne e Renoir durò poco, soppiantato da quello più forte con Aline. Quando Renoir e Suzanne partirono per Guernsey per dipingere alcune opere vennero scoperti da Aline, e l’episodio sancì la fine della storia con la Valadon. Aline diverrà la moglie di Renoir nel 1890 e sarà la madre dei suoi tre figli.

Ritroviamo le due giovani donne nell’opera Les grandes baigneuses: la bionda è Aline e la bruna in primo piano è Suzanne.

Pierre-Auguste Renoir, Les grandes baigneuses, 1887, Philadelphia museum

Pierre-Auguste Renoir, Les grandes baigneuses, 1887, Philadelphia museum

Suzanne e Pierre Lothe sono i modelli della coppia a sinistra nel dipinto Gli ombrelli. La coppia è stata dipinta per ultima, come si vede dal cambio di registro tra questa e gli altri personaggi più prettamente impressionisti.

 

Pierre-Auguste Renoir, Gli ombrelli, 1881-86, Londra, National Gallery

Pierre-Auguste Renoir, Gli ombrelli, 1881-86, Londra, National Gallery

 

Suzanne è molto presente nei dipinti di Renoir. Vediamo ad esempio tre dipinti che la ritraggono:

Pierre-Auguste Renoir, Valadon

Pierre-Auguste Renoir, Profilo di Suzanne Valadon, National Gallery if art, Washington DC, 1885

Pierre-Auguste Renoir

Pierre-Auguste Renoir, Suzanne Valadon, 1885 ca, collezione privata

Pierre-Auguste Renoir, La treccia

Pierre-Auguste Renoir, La treccia, 1884

 


Primo giorno

image

Lenzuola bianche in un armadio
Lenzuola rosse in un letto
Un figlio in una madre
La madre nei dolori
Il padre davanti alla stanza
La stanza nella casa
La casa nella città
La città nella notte
La morte in un grido
E il figlio nella vita.

È il tuo primo compleanno Lapo. Un anno di amore assoluto. Auguri da mamma e babbo!


Guarda “An unwelcome EU delegation in Lampedusa” su YouTube


Cortona on the move 2015

http://www.cortonaonthemove.com/it/


Giornate Fai di Primavera: l’arte apre le porte in Toscana – Intoscana.it

http://www.intoscana.it/site/it/arte-e-cultura/articolo/Giornate-Fai-di-Primavera-larte-apre-le-porte-in-Toscana/


news from Greece

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Athens Calling

Francesco Fedeli

After just two years Greece is facing a new electoral weekend. Sunday the 25th millions of electors will cast their ballots on an atmosphere  of scepticism and mistrust

Smallo KKE party

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Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 22.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 8 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.


BARRY X BALL. Il nuovo e l’antico.

Barry X Ball (la X è un’aggiunta “artistica” al nome vero) è un artista americano, classe 1955.

Le sue opere si caratterizzano per il materiale, il marmo e le pietre  e per la tecnica, la scansione in 3D.

In realtà l’autore parte da opere abbastanza astratte come le due seguenti:

Barry X Ball, Crux Commissa, 1987 - 1989, legno, gesso, oro 24K, metallo ossidato

Barry X Ball, Crux Commissa, 1987 – 1989,
legno, gesso, oro 24K, metallo ossidato

1990 - 1991 Barry X Ball, The Birth of the Virgin, Composite construction, 24K gold, ultramarine blue pigment (PB29)

Barry X Ball, The Birth of the Virgin, Composite construction, 24K gold, ultramarine blue pigment (PB29), 1990 – 1991

Per arrivare al figurativo, creando  ritratti ma non solo, caratterizzati da una profonda riflessione sia sul soggetto sia sul materiale. Normalmente i soggetti sono l’autore stesso e galleristi e personaggi da lui conosciuti.

Ad esempio la serie di teste raffiguranti  il gallerista Giuseppe Panza di Biurmo, quest’anno ripresentata durante Icastica ad Arezzo.

Ersatzkopf (from the Pseudogroup of Giuseppe Panza),1998 - 2000, Macedonian marble, stainless steel

Ersatzkopf (from the Pseudogroup of Giuseppe Panza),1998 – 2000, Macedonian marble, stainless steel

Barry X Ball, Terminal Figure (from the Pseudogroup of Giuseppe Panza),1998 - 2001, Macedonian marble, stainless steel

Barry X Ball, Terminal Figure (from the Pseudogroup of Giuseppe Panza),1998 – 2001, Macedonian marble, stainless steel, 1998-2001

Ciò che lo contraddistingue è soprattutto la ri-creazione di opere del passato in chiave moderna. X Ball parte dalla realtà oggettiva, dall’opera di un artista del passato per perfezionarla. Le sue opere non sono copie sono analisi delle opere del passato, cercando di capire quali sono le imperfezioni, gli errori, dovuti magari ai mezzi tecnici dell’epoca per riproporre l’opera in modo migliore.

Qui di seguito una foto che mostra la prima fase del suo metodo compositivo, lo studio del soggetto.

L’Ermafrodito dormiente è un’opera famosissima conservata al Louvre. X Ball in collaborazione  col museo parigino studia l’opera per eseguirla di nuovo ma epurata degli errori.

Mentre viene fotograto l'Ermafrodito

Barry X Ball e assistenti mentre riprendono e fotografano l’Ermafrodito dormiente conservato al Louvre

D'apres dallErmafrodito, conservato al Louvre

D’apres dallErmafrodito dormiente, conservato al Louvre

L’ansia di perfezione, che è molto americana e che è molto contemporanea, fa parte del complesso di fenomeni di “industrializzazione” dell’arte. Ogni imperfezione deve essere sanata. Il critico Bob Mickas definisce il suo lavoro come “classicismo perverso”.

Nel suo studio newyorkese  X Ball è aiutato da 20 assistenti. Le opere antiche vanno scansionate in 3D e si procede poi ai disegni sempre con un enorme I-Mac per definire gli aggiustamenti all’opera originaria. L’artista non è quindi un nostalgico (vedi Panza in Ricordi di un collezionista) e usa la tecnologia più attuale. L’opera viene poi modellata e rimodellata finché non risulta “perfetta”. L’intaglio delle pietre, la levigatura, l’applicazione delle foglie d’oro viene fatta a mano (quest’ultima anche dalla suocera). Trovo molto interessante che X Ball parta dall’arte antica e la perfezioni utilizzando tecnologie modernissime, ma contemporaneamente lavorandoci per infinite ora, quindi utilizzando il tempo in senso antico sebbene l’etica attuale sia che il tempo è denaro.

La stessa opera viene replicata a volte in materiali diversi, tra l’altro X Ball ricerca sempre marmi e pietre poco usate. Envy è un d’après dalla scultura L’Invidia di Giusto le Court del 1670  conservata a Ca’ Rezzonico, come ben si vede nelle foto seguenti.

Barry X Ball, l'Invidia

Barry X Ball, Envy, onice bianca dell’Iran

Barry X Ball l'Invidia

Barry X Ball,  Envy, onice del Messico

Barry X Ball, l'Invidia

Barry X Ball, Envy, marmo nero del Belgio

Barry X Ball, l'Invidia, onice ambra

Barry X Ball, Envy, calcite del favo dorata del Messico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche nelle varie versioni dell’opera Purity, che è tratta da La Purità o La Dama velata di Antonio Corradini (1720 ca.), sempre a  Ca’Rezzonico,  utilizza pietre differenti.

Il legame di X Ball con l’Italia è molto forte per vari motivi: molti capolavori del passato a cui fa riferimento sono italiani, molto spesso la pietra usata è italiana (vedi Carrara) e soprattutto sono italiani i primi a riconoscere e stimolare il suo lavoro.

Italianissimo il capolavoro da X Ball ri-creato: Forme uniche nella continuità dello spazio di Umberto Boccioni. Ne esistono molte versioni conservate tra l’Europa e gli USA. Barry X Ball afferma che Boccioni non essendo scultore e dovendo ricorrere alla tecnologia esistente all’inizio del ‘900 non aveva potuto certamente portare a compimento ciò che aveva ideato. a partire dal materiale il bronzo, uno dei materiali più antichi, che non avrebbe potuto incarnare la modernità fortemente urlata dai futuristi. Così X Ball oggi grazie alla tecnologia attualmente disponibile riesce a creare quella quarta dimensione inseguita dai futuristi. X Ball dice: “I did what Boccioni would have done in his dreams”.

Barry X Ball, Perfect forms

Barry X Ball, Perfect forms

 

Umberto Boccioni, Forme uniche nella continuità dello spazio

Umberto Boccioni, Forme uniche nella continuità dello spazio

Perfect Forms é la prima opera che non è stat realizzata in pietra da X Ball.

L’autore ha attualmente in progetto adesso lo studio e la creazione del d’après dal Monumento funebre di Ilaria del Carretto di Jacopo della Quercia.

 

NB: le foto le ho riprese dal sito dell’autore http://www.barryxball.com/index.php


Kenya from the front seat

Nuovo blog di fotografia! Mi piace:)

Francesco Fedeli

Last summer I’ve been on assignment in Kenya.

We’ve been driving two long days along gravels and dust.

These snapshots are a quick bite of the Kenya I could see from the front seat and through the windshield.

2014KenyaFrontSeat (1 of 9) Leaving Migori at dawn

2014KenyaFrontSeat (2 of 9) Entering the Masai Mara National Park

2014KenyaFrontSeat (5 of 9) Francis the driver and a giraffe, Masai Mara National Park

2014KenyaFrontSeat (4 of 9) A topee, Masai Mara National Park

2014KenyaFrontSeat (7 of 9) Sheep ahoy!

2014KenyaFrontSeat (3 of 9) Leaving Masai Mara National Park. Macadam is unfrequent even outside the park

2014KenyaFrontSeat (9 of 9) Nairobi outskirts

2014KenyaFrontSeat (8 of 9) Young lady staring at us

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