World Press 2013 Roma
21 martedì mag 2013
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21 martedì mag 2013
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19 domenica mag 2013
Pubblicato in fotografia, mostre, viaggi
Una mostra importante, intensa, con spunti davvero interessanti! Per chi si trova a Roma e ama la fotografia ed è interessato a quanto succede nel mondo deve assolutamente vedere le foto premiate dal World Press Photo presso il Museo di Roma in Trastevere che chiuderà i battenti tra pochi giorni.
Devo ammettere che non è una mostra facile perché gli argomenti che affronta sono la guerra, la malattia, la morte…è però pesante ed ingiusto ragionare in termini estetici in questo caso.
Qui di seguito alcune delle foto che mi hanno colpito di più a cominciare dallo scatto vincitore del World Press 2013.
Tra tante foto di guerra, di società e costume, di cambiamenti, trovo bellissimo nella sua delicatezza il reportage su una malattia così brutta come l’Alzheimer. Questo scatto qui sotto l’ho subito amato.
Le foto le ho prese a casaccio su internet, solo per dare un’idea sulla mostra, senza voler ledere ai diritti d’autore. Spero che qualcuno vedendole vada a visitare la mostra
http://www.museodiromaintrastevere.it/mostre_ed_eventi/mostre/world_press_photo_2013
http://www.worldpressphoto.org/2013-photo-contest
http://www.06blog.it/post/49479/world-press-photo-2013-i-vincitori-in-mostra-a-roma
http://www.style.it/news/dal-mondo/2013/02/15/world-press-photo-2013–le-foto-piu-belle.aspx
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13 lunedì mag 2013
Pubblicato in arte, autori, capolavori, design
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cuscino a forma di gambe femminili, mobili a forma umana, mobili con parti anatomiche, mobili osé, mobili strani, mobili umanizzati, sedia forma di donna, uso e abuso dell'immagine del corpo
Salve a tutti, avete mai voluto un mobile particolare? Magari qui troverete un’ispirazione. A parte gli scherzi, voglio analizzare in questo post l’uso di parti anatomiche come porzioni di mobilio.
Il corpo umano, o parti di esso, sostituiscono parti di mobilio, al fine di comporre un oggetto o di design o comunque kitsch. A volte la motivazione è puramente decorativa, a volte è originata da istanze di rivendicazione sociale ma spesso ha un sottilissimo sentore di vetero-maschile-porno-decorativismo! Nonostante l’essere decadenti e prive di eleganza certe cose sono interessanti.
Se gli animali compaiono molto spesso come decorazioni in epoche passate, dai leoni stilofori a quelli più piccoli dei troni fino ad arrivare alle zampe tout court a mo’ di gambe di sedie e di panche, in epoca moderna queste apparizioni ferine nel mobilio sono più rare.
Bellissimo il tavolino di Meret Oppenheim che sostituisce le gambe semplici di un tavolo con quelle affusolate di un bipede! Già a livello semantico il tavolo e le sedie sono dotate di gambe e schienali… già in nuce abbiamo in oggetti delle categorie descrittive prettamente umane. L’uomo è molto povero in quanto a fantasia e tende a ripresentare sempre i modelli di descrizione del corpo umano anche per oggetti e utensili.
Più recentemente Marcel Wanders ha utilizzato vari maiali, cavalli e conigli per pezzi di mobilio.
Con la pittura surrealista le sostituzioni diventano frequentissime, in giochi e scarti ironici e spunti di riflessione.
In pittura Dalì costruisce un uomo a forma di mobile…o un mobile a forma d’uomo.
Il suo emulo in scultura è il successivo:
Un’originale uso di gambe maschili per rendere particolare la poltrona è la seguente:
Animali a forma di tavolini, tavolini felini.
Il corrispettivo “umano” risulta di primo acchito molto differente:
Siamo negli anni 60 come si intuisce dalla moda e l’autore è Jones, le cui opere abbiamo sicuramente tutti notato in 2001 Odissea nello spazio.
Il corpo della donna è quello più “usato” per giochi di trasposizione, pieni zeppi di doppi sensi poco velati. Sessismo? Si tratta di abuso? Si tratta al contrario di denuncia della condizione della donna? o solamente di kitsch un po’ patinato e un po’ da bordello.
Jones costruisce molti mobili sullo stesso stile. Qui sotto un salotto intero.
Sono manichini, grandi Barbie che imbarazzano la seduta…oggetti forse più vicini al mobilio di un night club o di un peep-show adesso, ma anni fa forse anche alla moda, quando per superare la paura verso un comportamento sessuale naturale, la battaglia travalicò magari un po’ il buongusto
In rete si trova un po’ di tutto e mi sono molto divertita a cercare…
Ovviamente il corpo femminile è quello più usato a fini allusivi a volte neanche tanto allusivi… Qui sotto un bagno di non so dove che trovo un esempio emblematico che unisce cattivo gusto, abuso dell’immagine del corpo femminile e banalità trita e ritrita. Spero solo che sia in un locale notturno di dubbia fama e non in un locale che vuol passare per essere originale…
Da ossessione l’invenzione giapponese seguente… un pezzo che potrebbe trovarsi in un sexi-shop…
Proprio un invito al coito la sedia precedente…potrebbe essere imbarazzante sedersi in una sedia così!
Ovviamente se vengono presi in prestito parti anatomiche non relative al sesso il discorso è meno scabroso. Le mani ad esempio sono state molto utilizzate, anche per la loro capacità di raccogliere. Qui sotto un bell’esmpio di salottino all’aperto:
In maniera simpatica, quasi retrò, la sedia seguente.
Carinissimo lo stappino a donnina!
L’uomo è veramente antropocentrico, riconosce come forme quelle che più conosce. Questa è una motivazione dell’esubero di forme umane prese a prestito nel design. Chissà, forse è veramente difficile inventare forme, creare qualcosa di nuovo che sia anche piacevole alla vista e comodo.
26 venerdì apr 2013
Pubblicato in fotografia, giornalismi, viaggi
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festival internazionale del giornalismo a Perugia 24-28 aprile 2013, giornalismo, giornalismo 2.0, giornalisti e nuovi media
Sono stata a Perugia mercoledì a dare una sbirciatina alla settima edizione del Festival Internazionale di giornalismo che si concluderà domenica 28 aprile.
Non è il mio ambiente ma mi sono messa a seguire una conferenza su Twitter e il giornalismo, che non era male.. certo sono una profana, ma ero in compagnia di un esperto
qui sotto metto il link, casomai qualcuno di voi spinto da curiosità vada a bazzicare in Umbria:
http://www.festivaldelgiornalismo.com/
Ci sono anche molti eventi collaterali molto interessanti.
Buon giro a Perugia!
26 venerdì apr 2013
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Ribloggato da La Sfinge Senza Enigmi (per una poesia sopravvivente):
Il lamento di Arianna
Lasciatemi morire!
E chi volete voi che mi conforte
In così dura sorte,
In così gran martire?
Lasciatemi morire.
O Teseo, O Teseo mio,
Sì, che mio ti vo' dir, che mio pur sei,
Benchè t'involi, ahi crudo, a gli occhi miei
Volgiti, Teseo mio,
Volgiti, Teseo, O Dio!
Volgiti indietro a rimirar colei
Che lasciato ha per te la Patria e il Regno,
23 martedì apr 2013
Una piccola mostra aperta fino al 19 maggio a Montevarchi (AR) che propone un’analisi serena sulla satire in forma scultorea.
Siamo molto più abituati a trattare e a maneggiare una satira disegnata, tratteggiata, ma molto meno pronti di fronte alla scultura ironica. La scultura viene smontata da quell’aurea di sacralità che si porta dietro da secoli e viene utilizzata come provocazione e motteggio.
Piccole caricature di personaggi famosi da Verdi a Wagner, da Pascoli a Greta Garbo.
Piccole statuine esili, piccole sculturine di gruppo che rappresentano un concetto: preti panciuti, contadini, i clown….
Al piano di sopra le sculturine vietate ai minori… in realtà nulla di trascendentale, magari qualche pisello ma nell’insieme non c’era niente di volgare. Trovo un po’ limitativo e molto bacchettone il rendere una porzione di mostra non visitabile solo per qualche riferimento palese al membro maschile. E quindi? magari una gita di scolaretti avrebbe sghignazzato un po’…ma la volgarità è tutt’altra cosa.
In complesso la mostra è carina, diversa, non noiosa, non banale… tra l’altro per solo 1 euro in più è possibile visitare anche il museo sulla scultura del ’900 del Cassero di Montevarchi, che vale veramente la visita. Un allestimento museale nuovo, con l’opera esposta come se fosse uno studio privato, senza carrellini o pannelli informativi. L’audio guida gratuita accompagna per le sale con informazioni biografiche sugli autori e notizie sulle opere. Personalmente ritengo che i cartellini con nome, autore, opera… siano utili. Capisco che i pannelli sono invasivi, ma l’audio-guida per on essere inutile diventa prolissa. Qualcuno preferisce leggere gli estremi di autore e opera, ragionarci, confrontare, discutere, vedere…le cuffie, il pigiare play etc etc…
Consiglio una visitina a Montevarchi, raggiungibile anche via treno.
15 lunedì apr 2013
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30 sabato mar 2013
Pubblicato in arte, autori, capolavori
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arte puntinista, bozzetti di Seurat, disegni a matita conté, disegni di Georges Seurat, pointillisme, Une baignade à l'Asnière
Proseguendo in linea con l’altro mio post su Seurat, questa volta vorrei focalizzare l’attenzione su un’altra opera famosissima:Une baignade à Asnière.
Alcuni bozzetti di paesaggio fluviale possono essere serviti per l’impostazione del dipinto. Anche il ponte di Courbevoie può essere ricondotto come composizione al nostro dipinto. Il disegno corrispondente lo trovate qui.
Qui di seguito alcuni bozzetti della zona di Asnière lungo il fiume con persone che passano il tempo, bambini, cavalli…
In alcuni bozzetti Seurat si focalizza sol su alcuni personaggi, tipo l’uomo seduto sulla riva.
Oppure il ragazzo in calzoncini a schiena nuda che contempla il fiume.
Sono cinque i personaggi principali tutti maschi: il ragazzo col cappello, il ragazzo in acqua voltato di schiena, il ragazzo con le mani giunte che urla, l’uomo sdraiato e il ragazzo seduto con la schiena nuda. Intorno a quest’ultimo si svolge tutta la scena. Il ragazzo è il perno di una composizione centripeta.
Bellissimo il disegno a matita Conté del ragazzo, con il solito alone di luce che contorna il personaggio.
Altro disegno di un ragazzo visto di schiena utilizzato per il ragazzo immerso nel fiume.
Quasi un personaggio finito, galleggia sul prato l’uomo sdraiato. Questo studio a matita è molto bello e nonostante il bianco e nero rende benissimo il senso della luce e del sole.
Il ragazzo con cappello in riva al fiume in versione ad olio…
…e nel disegno matita.
Finiamo questo breve excursus con un disegno denso del ragazzo che si diverte a giocare con l’eco.
29 venerdì mar 2013
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26 martedì mar 2013
Grande attrice che questa volta si è trasformata in un’opera d’arte.
Ma lo è davvero.. un’opera d’arte?
L’evento ha un vago sentore di marketing ed è carente di appeal.
La performance della Swinton era già avvenuta nel 1995 in collaborazione con Cornelia Parker alla Serpentine Gallery col titolo The Maybe. Sabato scorso la Swinton ha riproposto la cosa al MoMa di New York, avvertendo inoltre che seguiranno delle repliche in date improvvisate, senza un annuncio in anticipo.
Non so quanto possa essere interessante una performance del genere, che vorrebbe prendere spunto magari dall’evento organizzato da Marina Abramovich The artist is present, ma non ne raggiunge né l’idea né gli effetti.
A voi la sentenza…una novella Bella addormentata nel bosco senza principe e senza storia…oppure qualcos’altro?
Qui di seguito alcune informazioni sia sull’attrice che sull’evento.
http://www.theatlanticwire.com/entertainment/2013/03/tilda-swinton-moma/63511/
http://www.ilpost.it/2013/03/25/tilda-swinton-moma/